L'Italia nell'Europa dei Franchi. Produzione documentaria, personale politico e strutture del potere agli esordi della dominazione carolingia

La ricerca si articolerà in tre fasi.
La prima, di carattere preliminare, consisterà in uno spoglio, da condursi per la prima volta in maniera esaustiva e non limitata a micro-aree regionali, dell'intera massa di documentazione diplomatica conservata per l'Italia centro-settentrionale negli anni 768-814, al fine di fornire un quadro complessivo delle fonti d'archivio a tutt'oggi pubblicate e indispensabili a qualsiasi indagine sui territori del regnum nel passaggio dai Longobardi ai Carolingi. Per documentazione diplomatica”, in accezione più vasta di quanto fissato dalla tradizione disciplinare monumentista, si intenderà naturalmente tanto il complesso dei privilegi sovrani, regi e imperiali («i manifesti del potere», come Peter Rück li chiama), quanto il vasto e multiforme panorama della produzione 'privata'.
I termini cronologici della ricerca, corrispondenti agli estremi del regno di Carlo Magno (25 settembre 768 - 28 gennaio 814), sono quelli fissati nell'ambito del progetto “The Making of Charlemagne's Europe” (), di cui il presente lavoro intende rappresentare il completamento per quanto riguarda l'area italiana. L'Università di Padova stipulerebbe un protocollo d'intesa con il King's College London (promotore di quel progetto e proprietario dei diritti intellettuali) per garantire adeguata visibilità alla sua co-partnership, e l'assegnista incaricato, servendosi del medesimo frame predisposto dagli sviluppatori del database relazionale per l'inserimento dei dati, avrà la responsabilità di assicurare la piena copertura del panorama delle fonti di area italiana curando, in particolare, il 'trattamento' delle pergamene lucchesi, rimaste escluse dal precedente sviluppo della piattaforma digitale. Cfr. lettera d'intenti della prof. Alice Rio, coordinatrice, King's College London, allegata a questo progetto, al punto 4.0 "informazioni aggiuntive". Colmare quel vuoto, del resto, ha una rilevanza immediata non solo in ottica di ricerca altomedievistica italiana: vista l'ampiezza delle giacenze archivistiche lucchesi (285 pergamene, per lo più in tradizione originale, solo per il periodo in questione, che fanno dell'archivio della città toscana il più importante deposito documentario dell'Europa altomedievale insieme con quello del monastero di San Gallo), la loro straordinaria continuità nel tempo, e considerata la fruibilità del database (liberamente consultabile on line e compilato in lingua inglese), si comprende bene quale interesse e risonanza internazionale avrebbe l'iniziativa.
Il lavoro di individuazione, selezione e inserimento dei dati seguirà naturalmente le guide-lines fissate per il progetto “The Making of Charlemagne's Europe”, e dunque consisterà nel trattamento di tutte le informazioni che, estrapolate dai documenti, siano necessarie alla costruzione di una banca dati definitiva dell'Europa carolingia per almeno i seguenti campi di indagine: storia sociale e prosopografia (non limitata al personale politico o ai membri delle strutture ecclesiastiche, ma bensì estesa alla complessità degli individui che, a qualsiasi titolo, intervengano o siano soltanto menzionati nella documentazione); storia ecclesiastica, politica e istituzionale, attraverso la 'marcatura' di tutte le informazioni di rilievo immediato e perspicuo (titolature, ambiti di estensione delle giurisdizioni) o inferibili da un'ulteriore molteplicità di dati solo apparentemente formulari (ad esempio stili di datazione e loro variazioni nel tempo); storia del territorio (sia urbano sia rurale) e fenomeni di mobilità (individuale e collettiva); storia, soprattutto, dei trasferimenti patrimoniali e delle dinamiche economiche; e storia, naturalmente, delle forme che i processi di produzione documentaria assumono, della tradizione con cui sono stati trasmessi e delle concentrazioni archivistiche a cui hanno dato luogo.
Facendo fuoco su questi ultimi aspetti - e potendo giovarsi delle notevoli opportunità di integrazione e comparazione dei dati offerte dal database stesso, anche in chiave comparativa con le più rilevanti realtà geopolitiche d'Oltralpe -, la terza e conclusiva fase del programma di ricerca prevede la produzione di un saggio dedicato alla ricostruzione del panorama documentario del regnum Italiae nel cruciale periodo di transizione dai Longobardi ai Carolingi. Sulla traccia del quadro teorico abbozzato da François Bougard, “Tempore barbarici”? La production documentaire publique et privée, in 774. Ipotesi su una transizione. Atti del seminario di Poggibonsi, 16-18 febbraio 2006, a cura di S. Gasparri, Turnhout 2008, pp. 331-352, ma potendo contare, per la prima volta, su una completa base di indagine interrogabile sia quantitativamente sia qualitativamente, si traccerà un profilo esaustivo delle tipologie, delle forme, dei modi e degli attori di produzione documentaria, puntando soprattutto a cogliere sopravvivenze 'longobarde' e innovazioni 'carolinge', persistenze e scomparse di modelli, nella piena valorizzazione delle peculiarità locali e delle dinamiche socio-politiche che nelle scritture a fini giuridici sempre si riflettono.

Durata
2016 - 2018

Assegnista
Gianmarco De Angelis

Responsabile per il Dipartimento
Maria Cristina La Rocca

Partecipanti
Irene Barbiera (Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità)
Aimone Grossato (Dottorato di Ricerca presso Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità)
Paola Lavarini (Dottorato di Ricerca presso Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità)
Paolo Pierobon (Dottorato di Ricerca presso Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità)
Giulia Zornetta (Dottorato di Ricerca presso Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità)
Giuseppe Albertoni (Università degli Studi di Trento)
Stefano Gasparri (Università "Ca' Foscari" Venezia)
Antonella Ghignoli (Università degli Studi di Roma "La Sapienza")
Marco Stoffella (Università degli Studi di Verona)