La Repubblica degli esperti. Culture, politiche, diritto e istituzioni a Venezia nella prima età moderna

Considerata in quanto pratica sociale e culturale, la scrittura non può prescindere dalla collocazione professionale di coloro che la praticano. Doctores, consultori, ambasciatori, patrizi, teologi, diplomatici producono forme argomentative differenti a seconda della loro funzione. Da tali differenti stili argomentativi non solo prendono forma differenziati generi di scrittura (libelli, resoconti, sermoni, consulti, documenti diplomatici), ma allo stesso tempo si producono “comunità di discorso” che sono destinate ad avere una maggiore o minore incidenza nella definizione dei modi di comunicazione politica, con inevitabili conseguenze sul profilo argomentativo del pensiero e delle prassi giuridiche e politiche. Di fondamentale importanza è inoltre il grado di diffusione, reale o presunto, della scrittura stessa, e le correlate sfumature che vanno dalla mera comunicazione alla vera e propria pubblicazione. La maggiore o minore segretezza, l’eventuale internità istituzionale della comunicazione e infine il grado di diffusione pubblica dei contenuti sono destinati a mutare non solo i rapporti tra politica e diritto, ma anche la stessa logica argomentativa delle dottrine politiche singolarmente assunte.
A partire dall’osmosi tra collocazione istituzionale, pratiche di scrittura e costruzione concettuale, il titolare  dovrà condurre uno studio del lessico politico e degli usi linguistici e semantici  di “Res Publica” e “Commonwealth” fra gli ultimi decenni del Cinquecento e del primo Seicento (in quell’arco di tempo  che in sede storiografica è stato definito come “momento anglo-veneto”), soffermandosi sui testi che evidenziano, da una parte, le tensioni fra diritto ‘veneto’ e diritto ‘comune’, e dall’altra l’emergere del conflitto fra common law e la prerogativa regia. L’invenzione di un diritto originario ha lo scopo di legittimare individui e gruppi in un periodo di acuta crisi dell’autorità: i decisivi eventi politici del primo Seicento – la crisi parlamentare inglese, la contesa dell’Interdetto a Venezia –pongono veneziani e inglesi nella necessità di confrontarsi con alcune problematiche che presentano tratti in comune, e che su altri aspetti si differenziano. Muovendo da un’attenta considerazione della storiografia internazionale, l’assegnista dovrà soffermarsi sulle modalità di formazione di specifici idiomi giuridici e politici, prestando una particolare attenzione all’elaborazione dei temi del ‘diritto di resistenza’, alla definizione – e agli slittamenti semantici, della figura del ‘tiranno’, alla sistemazione del diritto di ‘cittadinanza’, alla messa a fuoco dei rapporti fra libertà soggettive e rappresentanza cetuale.

Assegnista
Michele Basso
Durata
Anno 2018 - 2019
Responsabile per il Dipartimento
Alfredo Viggiano