L’ECONOMIA DELL’ECCELLENZA. L’ARTIGIANATO ITALIANO NEI CIRCUITI INTERNAZIONALI: SAPERI TRADIZIONALI, INNOVAZIONI TECNOLOGICHE E STRATEGIE COMUNICATIVE (XIX –XX SECOLO)

L’obiettivo fondamentale del progetto di ricerca è quello di ricostruire la storia, l’evoluzione e il modo in cui si sono determinati i caratteri attuali delle produzioni di qualità italiane, evitando sia la dimensione celebrativa e descrittiva di una serie di studi esistenti, sia una visione strettamente economicistica che non tenga conto dei complessi fattori culturali che intervengono nel determinare il successo delle piccole imprese artigiane. Seppur tenendo conto della diversità dei quadri normativi e dei metodi di rilevazione, l’Italia risulta essere il paese europeo con la più alta percentuale di imprese artigiane sul totale delle attività industriali. Per capire i tratti caratteristici di questo tipo di impresa, il suo radicamento e la sua tipica distribuzione territoriale in distretti specializzati di più o meno lunga durata, è indispensabile ricorrere alla dimensione storica. Molto spesso gli analisti attribuiscono performance e potenzialità delle piccole imprese artigiane alla loro capacità di proporsi come eredi di culture, saperi e produzioni legati ad una tradizione di eccellenza e di qualità radicata profondamente nel tempo e nello spazio.
Il “patrimonio culturale” dell’artigianato viene però non di rado inteso come qualcosa di statico e di oggettivo, che si tramanda nel tempo e che va salvaguardato nella sua intangibilità. Questa dimensione esiste indubbiamente, ma in realtà l’artigianato italiano di qualità non è mai stato il semplice erede di una tradizione preesistente. Già nell’Italia post-unitaria, la qualità e la tradizione artigiana venivano continuamente riviste, reinventate, e, soprattutto, intonate alle richieste del mercato, cercando di valorizzare i contenuti creativi e i valori estetici dei “mestieri d’arte”. In seguito, nel corso del XX secolo, l’industria ha eroso anche questo territorio dell’artigianato tradizionale, cercando di combinare l’estetica con la funzionalità delle produzioni industriali attraverso il design e un rapporto diretto con il mondo dell’arte.
I “mestieri d’arte” sono oggi solo una piccola parte del nuovo artigianato di qualità. Il riferimento all’arte ha ceduto il passo a una concezione molto più larga del patrimonio culturale. Nella percezione comune, la qualità del “prodotto italiano" nel mondo è certamente collegata alle eredità e al mito del “Bel Paese”, della patria dell’arte e della cultura, ma in un senso più ampio che include riferimenti a modi e stili di vita, a pratiche e gusti che - all’intersezione tra ambienti, paesaggi e storia – incorporano e vivificano le sedimentazioni del passato includendo attività che una volta non si sarebbero definite artigiane. Questo progetto intende dunque ricostruire storicamente le dinamiche attraverso le quali l’artigianato italiano si è rinnovato e adattato nel corso degli ultimi due secoli, permeando con la sua immagine e la sua “filosofia” interi contesti produttivi in grado di reggere o di affermarsi a livello internazionale anche nell’attuale fase di crisi.

Termine del progetto
Anno 2019

Responsabile Scientifico
Prof. Giovanni Luigi Fontana