Risorgimento in immagini. Celebrità, mediatizzazione della politica e memoria visuale nel lungo Ottocento

Il progetto si muove all’interno del quadro delle iniziative scientifiche e di ricerca promosse dal Centro interuniversitario di Storia culturale (CSC), che ha sede a Padova, e intende aprire un cantiere di ricerca innovativo e originale negli studi sul Risorgimento, analizzando il ruolo giocato dalle immagini nella comunicazione pubblica e nella politicizzazione della sfera privata e del quotidiano.
Recenti contributi storiografici suggeriscono come già nel corso del XIX secolo si definisca uno dei tratti tipici della modernità, ossia lo stretto legame tra relazioni sociali e politiche e immagini, media, comunicazione pubblica e spettacolo. Infatti, assai prima dell’avvento del cinema e della televisione, è nel corso del lungo Ottocento che Europa e Stati Uniti conoscono radicali trasformazioni nelle tecniche di produzione, nei circuiti di diffusione e nelle modalità di fruizione delle immagini tali da incidere profondamente sul discorso pubblico e sugli immaginari politici. È a partire dalle possibilità di riproduzione offerte prima dalla litografia e poi dalla fotografia (il cui brevetto fu depositato nel 1839) che la comunicazione visuale acquista per la prima volta un profilo commerciale e di massa, investendo gli immaginari nazional-patriottici in formazione. Nella sfera pubblica le immagini conquistano infatti il ruolo di strumento privilegiato di condensazione, organizzazione, propaganda di valori e significati, norme e memorie, identità e appartenenze, notizie ed eventi. Nel privato esse rivelano un analogo potere di fascinazione e assolvono funzioni speculari: sono un oggetto ludico, legato al divertimento domestico, ma anche un veicolo di informazioni e conoscenze, un canale di formazione di opinioni, un mezzo deputato all’autorappresentazione delle identità personali, familiari, sociali. In entrambe le sfere, pubblica e privata, le immagini si rivelano in particolare capaci di veicolare al meglio i linguaggi, gli stili e i moduli retorici dominanti nel secolo: un’accentuata drammatizzazione e un forte appello ai contenuti visuali nelle narrative, un ampio ricorso ai codici dell’emozione e del sensazionalismo (caratteristici della pubblicistica popolare e dei feuilletons), un’attenzione talora spasmodica nonché forme di culto laico per quelli che il linguaggio del tempo chiama «contemporanei celebri». Come mostra la fortuna mediatica internazionale di Giuseppe Garibaldi, le vicende del Risorgimento italiano non si svolgono affatto a margine di tali processi. Al contrario, le trasformazioni nelle tecnologie dell’immagine e nel sistema dei media affiancano e intersecano l’intero processo di nation building italiano, trovando nelle forme d’espressione visuali una delle più efficaci sedi di definizione, propaganda, appropriazione e memoria del valore simbolico associato a eventi, pratiche e personaggi pubblici. Poiché le tecniche di produzione, i canali di circolazione e le pratiche di consumo delle immagini costituiscono un sistema integrato e interdipendente – la «cultura visuale» di una determinata epoca –, lo scopo di questa ricerca è quello di presentare un quadro dei circuiti comunicativi attraverso cui notizie, eventi, protagonisti e “star” del Risorgimento erano pensati, rappresentati e conosciuti per immagini, non solo in Italia.
L’impianto metodologico del progetto si fonda sul radicale ripensamento dello status del materiale iconografico come fonte per la storiografia contemporanea. Adottare una prospettiva “archeologica” per lo studio di queste fonti significa, in questo senso, conferire ad esse lo statuto di materiale documentario nel senso più proprio del termine: ossia autentici “reperti” del passato storico che chiedono di essere analizzati e valorizzati, in primis in quanto elementi irrinunciabili di una realtà culturale, che unicamente attraverso di essi è possibile ricostruire storicamente nella complessità dei suoi codici e delle sue dinamiche di comunicazione.

Termine
Settembre 2016

Responsabile
Enrico Francia

Partecipanti
Carlotta Sorba (Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità)
Alberto Mario Banti (Università di Pisa)
Catherine Brice (Université Paris Est Créteil)
Maurizio Isabella (Queen Mary, University Of London)
Gilles Pecout (École Normale Supérieure - Rue D'ulm – Paris)
Lucy Riall (Istituto Universitario Europeo – Firenze)