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Presentazione ufficiale del Corso di Laurea Magistrale in Scienze per il Paesaggio


L’Università di Padova presenta la nuova laurea magistrale in Scienze per il Paesaggio

In occasione della Giornata nazionale del Paesaggio (14 marzo)

e del ventennale della Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze 2000)

 

Il paesaggio non è solo il panorama, e non è solo il “bel paesaggio”. Con questo termine la Convenzione Europea del Paesaggio intende ogni porzione di territorio così come appare nella percezione di chi la osserva e la vive e le cui caratteristiche dipendono dalle dinamiche in atto nel territorio stesso. Il paesaggio, cioè, è sia la realtà che la sua rappresentazione, sia un pezzo di mondo sia il modo in cui ci rapportiamo con esso.

Il 2020 è un compleanno importante per chi si occupa di paesaggio, in particolare, e per tutti i cittadini europei, perché si festeggia il ventennale della “Convenzione Europea del Paesaggio” siglata a Firenze il 20 ottobre 2000. Si tratta di un documento d’indirizzo fondamentale per ridare centralità e attenzione al paesaggio come elemento identitario e fonte di benessere per la vita di tutti, attraverso una rinnovata consapevolezza, la formazione e la partecipazione oltre la cerchia degli esperti o degli addetti ai lavori.

A vent’anni di distanza da quell’invito, l’Università di Padova, in qualità di socio fondatore di UNISCAPE (la rete delle Università impegnate per l’applicazione della Convenzione Europea del Paesaggio) rafforza il proprio impegno: ad ottobre infatti aprirà il nuovo corso di laurea magistrale in Scienze per il Paesaggio, primo esempio in Italia di percorso formativo dedicato specificamente alla cultura del paesaggio. A fianco delle competenze tecniche relative alle azioni di progetto, pianificazione e tutela, per cultura del paesaggio intendiamo l’insieme delle conoscenze e delle caratteristiche dei paesaggi stessi, la comprensione delle dinamiche di trasformazione e del ruolo che il paesaggio svolge per i singoli e per le comunità, la capacità di interpretarne le rappresentazioni.

“Si tratta di un impegno e di un investimento in cui l’Ateneo crede molto – ha affermato il Prorettore alla didattica Daniela Mapelli – perché è il frutto del dialogo di diverse discipline che da più Dipartimenti già da tempo si confrontano e collaborano sul piano della ricerca; il Corso costituisce inoltre un tassello importante all’interno del Progetto UNIPADOVA Sostenibile”.

Proprio per l’interdisciplinarità del tema, il Corso di laurea è pensato per accogliere studenti da diversi percorsi di laurea triennale: “Il corso si rivolge a chiunque sia interessato ad approfondire la conoscenza dei paesaggi – spiega Benedetta Castiglioni, coordinatrice del Corso – e ad acquisire le competenze necessarie per operare professionalmente in tre direzioni: a supporto dei processi tecnici di gestione e tutela (ad esempio per la redazione dei quadri conoscitivi dei piani paesaggistici o dei report necessari alle candidature Unesco), nella promozione e valorizzazione della qualità paesaggistica dei territori (ad esempio per la costruzione di pacchetti turistici sostenibili e attenti al paesaggio o di formule di outdoor recreation, oppure per la valorizzazione/branding di prodotti legati al contesto paesaggistico di riferimento), nella elaborazione di progetti di comunicazione innovativa, educazione e partecipazione a tutti i livelli, nell’ottica della cittadinanza attiva”.  

Il corso di laurea propone una didattica innovativa, con spiccato carattere laboratoriale. Oltre agli insegnamenti di inquadramento e metodologici (es. Introduzione agli studi sul paesaggio, GIS, metodologie quali-quantitative, diritto), sono previsti approfondimenti sia di carattere tecnico-scientifico (con insegnamenti quali pianificazione territoriale, ecologia del paesaggio, paesaggio e antropocene) che socio-umanistico (con insegnamenti sulla cultura e la rappresentazione dei paesaggi urbani, sui paesaggi storici, sul rapporto cinema-paesaggio, sull’archeologia dei paesaggi, sulla valorizzazione turistica), per dare la possibilità ci comprendere e interpretare la complessità del paesaggio nelle sue diverse prospettive. La formazione viene completata da attività sul campo a diversa scala, dal territorio veneto (mediante field-work ed escursioni) a casi di studio europei attraverso l’Erasmus strategic partnership, per una conoscenza diretta delle dinamiche che interessano i diversi paesaggi, e da laboratori su specifiche questioni tecniche di gestione del paesaggio (progettualità europee, elaborazione di quadri conoscitivi, comunicazione creativa e videomaking), e stage presso enti di gestione del territorio quali le Soprintendenze, le Regioni o i Consorzi di bonifica, centri e istituzioni di ricerca, fondazioni, studi professionali, agenzie e società di consulenza in ambito turistico, osservatori del paesaggio, aziende e organizzazioni del mondo produttivo, associazioni e istituzioni attive nella sensibilizzazione, musei ed ecomusei, ecc., in cui acquisire abilità e competenze operative.

La sede del Corso è Palazzo Wollemborg, in via del Santo a Padova, in cui da poco ha aperto il primo Museo di Geografia d’Italia, ma verrà utilizzata per eventi e occasioni particolari anche la prestigiosa sede di Villa Revedin Bolasco con il suo splendido parco a Castelfranco Veneto.

“Questa nuova laurea è il segnale di un rilancio da molti auspicato del sapere geografico, inteso come sapere capace di adottare uno sguardo di sintesi ed inclusivo, utile a ridurre il tasso di analfabetismo territoriale e a cogliere la ricchezza e complessità di valori contenuti nei luoghi in cui viviamo – sottolinea Mauro Varotto, responsabile scientifico del Museo di Geografia – ma è anche il frutto di un lungo lavoro di concertazione svolto negli anni con numerosi partner esterni: dal Ministero per i Beni Culturali alla Regione del Veneto, dai Consorzi di bonifica alla Fondazione Dolomiti Unesco, da associazioni come il FAI o il Club Alpino Italiano ad aziende che operano nel territorio con spiccata sensibilità paesaggistica”.

Il paesaggio può infatti costituire – come afferma la stessa Convenzione Europea del Paesaggio – una risorsa favorevole all’attività economica: “se salvaguardato, gestito e valorizzato in maniera adeguata può concorrere alla creazione di nuovi posti di lavoro”. “Ogni nostro atto è in fondo un atto paesaggistico, di cui spesso siamo poco consapevoli – continua Mauro Varotto – la scelta di un bicchiere di vino o di un formaggio è tante volte determinata da un’immagine di paesaggio che il marketing usa sapientemente: per questo molte aziende o consorzi vitivinicoli oggi richiedono l’iscrizione al Registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali o il riconoscimento UNESCO. Il nostro obiettivo è orientare produttori e consumatori ad un uso sostenibile e consapevole di questo punto di forza in quello che, a buon diritto e nonostante tutto, è considerato ancora il Bel Paese”.

 

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